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Avanguardie ed i percorsi ambientali tra terra e mare Stampa E-mail

Camminando

Il Salento, come qualcuno lo ha descritto nel secolo scorso è un vero scrigno di sorprese: mare, canaloni carsici, macchia mediterranea, orchidee selvatiche, grotte, cripte, antiche strade lastricate, dolmen e menhir. Ce n’è veramente per tutti i gusti!

Con la rubrica “Camminando” lo studio ambientale Avanguardie vuole invitare i navigatori di “Frisella.it” a scoprire questa terra, prima leggendola e poi camminandola insieme.

 

1.    Visita guidata alla lama carsica di Santa Caterina

Tutti a Nardò conoscono la lama carsica di Santa Caterina, nota ai più con il nome di canalone. Ma in pochi, nel dopoguerra, si sono avventurati al suo interno. Prima era percorsa quotidianamente da lavoratori e studenti perché attraversarla era una vera passeggiata ed il sentiero che divideva le due sponde era facilmente percorribile. Oggi, invece, è una piccola avventura. E questo ci piace! Sotto fronde selvagge e corridoi di vegetazione, a ridosso di pareti calcarenitiche decorate di fossili e liane, tra gli spazi angusti aperti dall’acqua piovana e dal passaggio di qualche animale, ecco che prende forma una pista lungo cui muoversi, a piccoli passi e piccoli gruppi. Il tesoro nascosto dalla lama è il suo mondo odoroso, fatto del timo e menta che dominano il tratto più soleggiato; il suo barocco naturale, scolpito da vento e pioggia sulle pareti verticali che la avvolgono; il suo silenzio, intervallato da cinguettii e ronzii e interrotto dai nostri passi. Questo percorso, ideato per il progetto “Attraverso il paesaggio - 2001”, ripercorso in occasione di visite guidate speciali è stato ripreso dalle telecamere di Tele Rama per la trasmissione condotta da Avanguardie “Terra Extrema”.

2.    Percorso trekking: Serra Alimini

Volete emozionarvi, stupirvi, rimanere incantati e stupefatti? Allora dovete assolutamente provare questo percorso! Si cammina lentamente affondando i piedi o gli scarponi nella sabbia fresca del mattino (è il momento migliore!) e tra alte dune, venature nere della spiaggia, mirto, cisto e fillirea si respira seguendo il ritmo delle onde e della risacca, passo dopo passo, lasciandosi alle spalle Bocca Alimini, le città, le strade, gli odori ed i rumori quotidiani per entrare nel frammento di mondo che questo tratto di costa ancora custodisce. Superata Torre Fiumicelli, percorso ancora un tratto di costa si piega verso l’interno, inoltrandosi in una rigogliosa macchia e subito dopo in un quieto boschetto dove a tratti i pini lasciano filtrare luce a sufficienza per nutrire una timida macchia in divenire. L’aria iodata lascia spazio agli aromi balsamici delle resine e degli oli esenziali che il caldo sparge tutt’intorno e noi ne approfittiamo anche se non ne siamo i bersagli naturali. Ma il nostro annusare non danneggia nessuno e così riempiendoci i polmoni e la memoria proseguiamo inebriati.  L’ombra della pineta ci accompagna, come il fruscio delle lucertole e dei ramarri, lo sfarfallare di vanesse e Pieridi, le melodie di zigoli, cince e fringuelli, fino a quando, seguendo una pista tra le dune, torniamo al mare e concludiamo al sole questo anello intorno alla Serra di Alimini.

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3.    Il bicitour delle creste

Otranto e le sue valli sono ben note a turisti ed escursionisti. Ma c’è un'altra faccia del territorio limitrofo alla città dei martiri che merita maggiore attenzione. E noi la esploreremo in mountain bike. Un tuffo tra i vicoli del borgo non guasta mai per cui iniziamo in modo urbano questo bicitour che presto, costeggiando il mare, ci porterà alle cave e al lago di bauxite, alle masserie, a strade ancora sterrate, ai tracciati romani miracolosamente lastricati oggi come nei secoli scorsi per raggiungere, attraverso tunnel di querce, i canaloni di Badisco e da qui il mare. Un bagno, perché no, e si riparte per salire sulla serra di Cerfignano da dove godere lo spettacolo della Valle dei cervi e poi affondare gli occhi nel megalitismo salentino, tra menhir e dolmen, nel silenzio degli uliveti che si lasciano attraversare lungo una viabilità minore, asfaltata ma poco frequentata, fino a Giurdignano e da qui nuovamente ad Otranto.

4.    Escursione via mare: Leuca

Leuca, de finibus terrae, confine apparente tra cielo e mare, punta che sembra tagliare il mare in due ma… la linea di confine ideale tra Jonio e Adriatico non è qui! È capo d’Otranto, Punta Palascia, il punto più orientale d’Italia che segna questo confine. Prendiamo allora la barca e andiamo a osservare da vicino quelle strane linee che sembrano cerniere tra est e ovest. Le distanze creano strani giochi di luce e il fascino di Leuca, del suo mare e delle sue grotte fa il resto. Così capita un po’ a tutti di scambiare l’immaginazione per realtà e di confondere l’acqua dolce che scorre in mare, fiume ipogeo appena uscito dalla terra e che incontra stranito il suo primo sole, per una soglia che non esiste. Liberata la mente da false illusioni puntiamo la prua verso oriente e navigando sotto costa scrutiamo ora verso il mare aperto, in cerca di delfini, ora verso la terra ferma, per osservare il meraviglioso panorama delle grotte costiere che si susseguono numerose e altissime sulle rupi. Tubo, maschera e pinna sono preziosi alleati di questa uscita che al momento giusto diventano indispensabili per approfondire osservazioni, fare scoperte, divertirsi tra pesci e riflessi. Quindici torna in baca, si gusta una frisella, in poco di frutta, acqua tenuta fresca con il vecchio metodo della lana e siamo pronti a tornare a riva e magari proseguire a piedi nei canaloni carsici scavati un tempo da quei fiumi che fino a qualche ora fa ci confondevano le idee, illudendoci di stare altrove.

5.    Laboratorio enogastronomico “acqua e farina”

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Avere le mani in pasta può sembrare cosa di malaffare mentre invece è una delle cose più semplici e divertenti che si possano fare, specialmente con i bambini. Una lunga tavolata, tanti mucchietti di farina, brocche di acqua a volontà, suggerimenti, consigli e l’ingrediente fondamentale: olio di gomito! Una volta impastati bene gli ingredienti, lavorati e stesi, si modellano le orecchiette, si realizzano maccheroni, si fanno le tagliatelle. A parte, con gli stessi ingredienti ed un pizzico di sale e lievito si impastano puccette, focacce e pane da cuocere nel formo a legna. Durante la lievitazione si passeggia intorno alla masseria che ci ospita, Le Stanzie, lungo la strada romana, alla ricerca delle antiche tombe, della strana bussola, tra frantoi, cripte e chiese, alle pendici della serra, nel bosco che la riveste o intorno alla cava a cui la masseria deve i suoi più antichi conci. Poi si torna al lavoro, si inforna, si cuoce e respirando il delizioso profumo che piano piano esce dal forno ci si siede a tavola per gustare quanto le nostre mani sono riuscite a creare, con pochi gesti ed ingredienti alla portata di tutti. 

 

per info: www.avanguardie.net 

 

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Ultimo Messaggio: 1 anno fa
  • Matteo : insomma... quale stagione è????
  • Matteo : Incredibile ritorno di inverno, ovviamente il giorno di pasquetta!
  • Matteo : si congelaaaa
  • Matteo : Mamma lu Friddu!!
  • Febe : Ciao Ragzzi! Auguro a tutti voi un buon 2012!!! :-)
  • Matteo : Venerdì 6 Gennaio Granma Live Tornati da Londra dove hanno effettuato le riprese del videoclip di ...
  • selva_oscura : .
  • selva_oscura : perchè qui dite il 6, ma sul loro blog dicono il 7 O.O
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B&B Antonio Marchese
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