| Astràgali Teatro - Il Cantico dei cantici per lingua madre - Teatro Paisiello |
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Il Cantico dei Cantici per lingua madre Il Cantico dei cantici per lingua madre. Questo il titolo del volume di recente pubblicazione per i tipi Astràgali Edizioni e della serata in programma il 4 settembre prossimo, Teatro Paisiello, ore 19.30, che proprio dal libro prende le mosse e si dipana. L’appuntamento si inserisce nell’ambito di Lech Lechà – Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica in Puglia - promossa dalla Regione Puglia in collaborazione con Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Comunità Ebraica di Napoli, Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia, con il patrocinio del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento. Uno dei testi sacri più misteriosi e segreti della tradizione sapienziale, presente nella Bibbia ebraica e cristiana, incessante canto d’amore dell’amata verso il suo amato, e dell’amato verso la sua amata, il Cantico, in ebraico Shir hashirim, in latino Canticum canticorum, già nel nome dice il suo essere il più sublime di tutti i canti, il suo adagiarsi tra le nuvole. Nel volume, alla riscrittura del Cantico dei cantici per lingua madre di Fabio Tolledi, poeta, drammaturgo, regista teatrale, direttore artistico di Astràgali Teatro e presidente del Centro Italiano dell’International Teatre Institute – Unesco, fa da prezioso contraltare la versione medievale del Cantico in giudeo italiano Canto de li canti che è a Scelomò (presente nella scrittura originaria oltre che in trascrizione), la più antica versione giudeo-italiana dell’opera, introdotta da una nota critica di Fabrizio Lelli, docente di lingua e letteratura ebraica presso l’Università del Salento. Composto tra il 1996 e il 1999, Il Cantico dei cantici per lingua madre è, come scrive proprio Tolledi nella Postfazione, “un testo pensato per una cerimonia teatrale per sette giovani donne che accoglievano nei frantoi ipogei pochi spettatori, nel bianco, sotto la terra, dove l’olio diveniva. Non ho fatto una traduzione, non conoscendo la lingua di riferimento. Ho provato, semmai, a elaborare un percorso della intima necessità poetica delle ricostruzione di un luogo fondativo, attraverso il suono della mia lingua materna. La lettera respira nella multiforme sensualità dei suoni, né va dimenticato che questa è una scrittura per il teatro. Scrittura di corpi che suonano parole. La poesia è strumento carnale di conoscenza, l’esperienza erotica è la più alta forma di conoscenza sapienziale. Questo lavoro poetico per il teatro sotto terra di un frantoio ipogeo va considerato rispetto all’originale biblico come uno strumento che suona incessante tra la pelle sudata di due amanti che fanno conoscenza del mondo, e ridono ridono di noi”. La serata del 4 settembre si articolerà dunque in un dialogo tra Fabio Tolledi e Fabrizio Lelli, accompagnato dalla lettura del Cantico dei Cantici per lingua madre curata da Astràgali TeatroMusica a cura dell’Ensemble di Terra D’Otranto.
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