| Il comune di Palmariggi: la storia ed i monumenti |
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Palmariggi, operoso centro del Salento immerso tra distese di uliveti e macchia mediterranea, dista 36 km da Lecce ed è vicinissimo ad Otranto tanto da conservare memorie storiche legate alla città dei martiri. La sua storia risente così ampiamente dell'antico capoluogo della Terra d'Otranto che secondo alcuni storici la sua origine di agglomerato urbano risale al Medioevo come casale rurale. Risulta abitato già dall'Età del bronzo, come testimoniano alcuni menhir nelle vicinanze del santuario di Montevergine, e sorge su una ridente collina a 99 metri sul livello del mare; ha un'estensione di kmq 8.78 e conta circa 1.700 abitanti. Per il suo clima (mediterraneo) ed un suolo fertilissimo, sono fiorenti soprattutto le colture dell'olivo e del frumento, mentre la coltivazione del tabacco, una volta molto intensa, col passare degli anni sta svanendo. Le imprese produttive del luogo sono caratterizzate proprio da questo tipo di coltivazione e i loro prodotti si attestano a livelli alti per qualità e gradimento. Inoccasione delle più importanti sagre locali, come quella della "Bruschetta" in agosto a Montevergine e "Lu Paniri te e Site" a ottobre in paese, questi prodotti, opportunamente utilizzati, richiamano sempre più visitatori. Tra i monumenti degni di nota ricordiamo il Santuario di Montevergine con il suo altare finemente lavorato e, nelle sue immediate vicinanze, l'obelisco eretto a Maria SS. che con la sua imponente altezza (35 m di basolato e 5 m di statua), svetta sulla omonima collina a guardia del luogo; nel paese i ruderi del castello aragonese racchiudono da un lato la piazza.
La
storia ci racconta che la collinetta di Palmariggi, dove si concentrano
i primi nuclei della popolazione, sin da tempo molto antico, si disse
di Montejuzzo, i romani la chiamarono Mons Jovis e la città di Otranto,
per proteggere le proprie vie di comunicazione dalle facili incursioni
dei saraceni, vi edificò un bel fortino, che si disse di San Nicola ed
intorno ad esso sorsero i primi nuclei abitati dai contadini, il quale,
inoltre, fu più volte assalito, smantellato e distrutto e quindi
riedificato. Per una di queste sanguinose conquiste, di quelle orde
barbariche, l'antica collina di Montejuzzo cambiò nome a seguito di un
fatto miracoloso. I turchi che avevano cominciato a saccheggiare i
paesi dell'entroterra e che si dirigevano verso il piccolo casale San
Nicola, furono fermati dall'intervento prodigioso della Vergine, che
improvvisamente apparve reggendo in mano una palma. Il popolo quindi volle mettere il castello sotto la protezione della Madonna con la palma e ne modificò il nome prima in Palmarice, Palmaricce ed infine Palmariggi, che vuol significare appunto "Tu che reggi la palma", inoltre fecero erigere il tempio votivo detto della "Palma" sempre in onore della Madonna delle Grazie. Nell'occasione, fu piantata nel centro del castello di san Nicola una bellissima palma. e prime notizie della cittadina si hanno a partire dal secolo XIII, allorché Carlo I d'Angiò ne concesse il feudo a Giovanni Garzia de Lombier. Cinto da mura e munito di castello, il feudo passò ai Santa Cruce di Barletta. Più tardi, nel XVII secolo, venne tenuto dalla famiglia Mattei, con il titolo di Comitale, e dai Varvassi, con quello Baronale, ed infine dai Venturi di Minervino. Rimangono alcuni ruderi del castello cinquecentesco, compresi fra due imponenti torrioni circolari parzialmente diroccati.
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