| Ninfei del Salento: cosa, dove e quanti sono.. |
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I ninfei sono una espressione tipica dell'età dell'Umanesimo che vuole ricostruire letterariamente e di fatto gli ambienti più tipici dell'abitare classico. Questa moda si esplica a Lecce, tra l'altro, oltre ad una ripresa su larga scala dell'antico come repertorio di temi e di forme, con la riproposta, nelle dimore di campagna della nobiltà intellettuale o di quella affascinata dal mondo classico esaltato dalle espressioni culturali dell'epoca, del ninfeo come luogo di piacere immerso nella natura e come luogo di riproposta di temi della mitologia classica la cui fonte principale sono le Metamorfosi di Ovidio (alla base, pure, dei temi mitologici della fontana "ellenistica" di Gallipoli). Sostanzialmente il ninfeo è un luogo decorato in stile classicheggiante, dove poter godere la frescura nei caldi periodi estivi.
Il primo ninfeo di cui si ha notizia è quello scoperto all'inizio del '700 accanto alla Torre del parco; così la descrive il cronista: "in esso vi era una stanza totalmente lastricata nè muri di cocci (ossia di conchiglie), con tant'arte e maestria che comunemente quella stanza veniva chiamata il Paradiso e non ostante che fusse a modo di grotta per non aver finestre riceveva tutto il lume dalla sola porta. Le donne che andavano a diporto nel Parco, erano solite radunarsi in quella stanza, per godervi il fresco".
CUM FONTE, ET ANTRO DOMINUS FRUETUR. SUPERBIA OTTOMANA OCCIDET.
L'altro ninfeo è scavato sotto la torre di Bello luogo, qui si possono ancora leggere iscrizioni latine e greche sui rustici muri.
Il ninfeo più singolare e perfettamente conservato, è quello che esiste nel giardino del convento dei "frati di Fulgenzio" (v. Imperatore Adriano), nella cinquecentesca villa suburbana appartenuta a Fulgenzio della Monica. Di fronte a questa villa esistono ancora gli avanzi di quella del fratello di Fulgenzio Giovan Camillo della Monica; anche qui esisteva un ninfeo di cui si sono perdute - da non molto - le tracce.
Quasi perfettamente conservato è invece il cosiddetto ninfeo delle Fate posto all'altro lato nella città nella masseria Tagliatella. Anche in provincia esistono diversi esempi di ninfei, luogo "misteriorso" che ha dato spesso il nome di masserie o località.
La serie dei ninfei leccesi, accanto al fenomeno delle ville suburbane di cui si ha notizia, e di quelle distrutte, costituisce uno degli episodi più orginali e significativi della storia della cultura locale prima dell'affermazione di quella barocca. Tratto dalla "Guida del Salento" - Congedo Editore.
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